Descrizione Progetto

ITALIANO

Ancora oggi la tabella stradale ci inganna: questo è vicoletto Capo di Napoli e non Caponapoli! Due toponimi con una sirena in comune. Il primo infatti si riferisce a Marianna ’a capa ’e Napule (così soprannominata dai napoletani), una testa di scultura antica, creduta parte della tomba di Partenope.

I cronisti raccontano che fu don Alessandro Mele a trovarla, abbandonata a terra davanti alla sua abitazione tra via S. Eligio e via Duca di S. Donato; la ripulì e la pose su un pilastro di piperno per pubblica visione (l’originale oggi è esposto in Palazzo S. Giacomo e in copia nel cortile della chiesa di S. Giovanni a Mare). Il secondo riporta alla collinetta nel centro antico, dove forse potrebbe trovarsi il sepolcro.

ENGLISH

To this day, the road sign deceives us: the name of the alleyway is ‘Capo di Napoli’ not ‘Caponapoli’! These names are toponyms with a shared characteristic: they take after a mermaid. The first, referring to Marianna the head of Naples, is a nickname formerly used by the Neapolitan people for the head of a Greek statue, thought to belong to Parthenope’s tomb. The story tells that Don Alessandro Mele found the head lying by his house, between via S. Eligio and via Duca di S. Donato; he cleaned it up and placed it on a piperno pillar for public viewing. The original artifact is now exhibited in Palazzo S. Giacomo, a copy is displayed in the courtyard of the church of S. Giovanni a Mare. The second name takes us back to the hill in the Old Town, the place where there may be the sepulchre.